"La migliore citta' del mondo", testo di Leonid Derbenev, musica di  Arno Babadzanjan

"Oh, mare, mare", testo di G. Kozlovskij, musica di Muslim Magomaev 

Arie delle opere 

Le canzoni italiane 

 Le canzoni della Seconda Guerra Mondiale

 "Come prima"

"Restituiscimi la musica", testo di Andrej Voznesenskij, musica di Arno Babadzanjan

Muslim Magomaev, "Dipingere e poi cantare" (in russo) 

Questo artista e' diventato molto popolare tanti anni fa ma il suo pubblico ancora lo ricorda e lo ama.

Qualche anno fa aveva preso la decisione di non cantare piu'.

Per un certo periodo anch'io non sapevo nulla della sua vita. Un giorno, navigando in Internet ho scoperto che Muslim Magomaev abitava nella sua casa fuori Mosca e aveva cominciato ad usare il computer. Si divertiva ed era felice di studiare una cosa completamente nuova per lui. Aveva creato il suo sito personale e come un bambino con tanto piacere discuteva in rete con le persone semplici che lo ricordavano e l'amavano. Questo contatto tenero, amichevole e molto commovente con i suoi fan non poteva non entusiasmare.

Ho voluto raccontare ai miei lettori di questo grande artista e fare una confessione d'amore ad una persona fantastica! Con questo racconto su Muslim Magomaev apro la nuova rubrica dedicata ai grandi artisti del mio Paese.

Nell'USSR non c'era nessuno che non conosceva il nome di Muslim Magomaev.

Era nato a Baku, la capitale dell'Azerbaidzan, il 17 agosto del 1942 in una famiglia di riguardo. In quei tempi, l'Azerbaidzan era una delle 15 repubbliche della grande Unione Sovietica. Il nonno di Muslim era il fondatore della musica classica dell'Azerbaidzan. Aveva avuto due figli maschi. Il figlio minore, Magomet Magomaev, era il padre di Muslim.

Qualche tempo fa e' uscita un'autobiografia di Muslim Magomaev in cui lui aveva dedicato un capitolo a suo padre. Magomet non era un musicista professionale ma suonava benissimo il pianoforte e cantava. Era pieno di talento e un grande romantico. Ha fatto tutta la Seconda Guerra Mondiale ed e' caduto vicino a Berlino 9 giorni prima della fine. Nel suo libro, Muslim Magomaev ha pubblicato delle lettere che il suo babbo gli scriveva dalla guerra. Sono piene d'amore per la sua famiglia, per la sua Patria e per la vita. Quando le leggevo mi cadevano le lacrime. Vi traduco in italiano una sola delle sue lettere. Doveva essere letta da Muslim nel giorno del suo 18 compleanno:

"Oggi e' il giorno del compleanno di mio figlio. Cosa augurargli? Certamente una vita lunga, felice e gioiosa. Gli auguro di viverla dignitosamente e lavorare per il bene di tutti gli uomini, imparare ad amare sinceramente tutto il buono ma anche odiare con tutta l'anima coloro che cercano di rovinare la nostra felicita'. Sin da piccolo deve conoscere la storia di questa guerra sanguinosa organizzata dai barbari nazisti. Deve ricordare e onorare tutti quanti sono caduti salvando le vite di tutti i bambini come lui. Non dimenticare mai nessuno che ha dato la sua vita per la felicita' di tutto il popolo. Una sola parola, "nazismo", deve risvegliare in lui l'odio e il disprezzo. E finalmente, deve sapere che il suo babbo lo ama sempre e se deve morire in questa guerra allora l'ultimo pensiero sara' per il suo caro figlio Muslim. Magari e' tutto quello che gli avrei voluto augurare.
Con un grande saluto, il vostro Magomet".

La madre di Muslim si chiamava Ajshet ed era un'attrice drammatica.

Muslim Magomaev ha cominciato a studiare la musica abbastanza presto. All'eta' di 3 anni suonava il pianoforte e inventava semplici melodie. E' cresciuto nella famiglia di suo zio Dzamal, a Baku. Nella sua casa guardava sempre tanti film musicali, ascoltava le arie di numerose opere e cresceva in un'atmosfera piena di note. Qui e' nata la sua grande passione per il bel canto. Tante volte lui ascoltava e riascoltava i dischi di Caruso, di Gobbi, di Gigli e di Battistini. Imparava e imitava i grandi cantanti lirici italiani. Insieme con la passione per la musica classica e' arrivata anche quella per il jazz e la musica leggera.

Nel suo libro, che si intitola "I ricordi vivono dentro di me", Muslim Magomaev ha scritto della sua vita, della sua famiglia, degli studi, degli amici e dei colleghi. L'autobiografia e' piena dei pensieri sul mestiere di cantante. Vorrei citare solo qualche brano di questo libro:

"Quando seppi che i giudizi assolutamente obiettivi non esistono e le opinioni dei grandi artisti sono molto soggettive, impreviste e spesso dipendono dall'umore contingente, capii che pochi dei grandi cantanti lirici sono naturalmente generosi".

"Si', volevo cantare come i cantanti lirici italiani. Proprio loro avevano voci forti e sicure. Ma in questo caso un cantante doveva essere anche un musicista e cantare usando la voce come uno strumento musicale, ad esempio come un violoncello. Proprio questo strumento musicale e' il piu' vicino alla voce umana".

" I grandi cantanti italiani del passato ebbero anche dei grandi insegnanti. Quelli insegnavano loro a fare la concorrenza ad uno strumento musicale cioe' a cantare usando l'apparato fonatorio come se fosse uno strumento".

"L'autocontrollo, l'autovalutazione dovono diventare per un artista una seconda natura. Non va bene farsi troppe critiche ma neanche essere troppo orgoglioso. Quando mi chiamano "il grande cantante", non lo prendo seriamente e neanche mi piace sentirlo. Raramente ero contento di quello che facevo. Lo stesso succedeva anche con le mie registrazioni: registravo, ascoltavo, se non veniva bene allora riprovavo il giorno dopo con la speranza di fare meglio. Molte delle mie canzoni le trascrivevo, cambiavo le intonazioni e la strumentazione".

"Non capisco neanche quelli che fanno una specie di gara: chi ha registrato di piu' album musicali. Perche'? La quantita' non fa la qualita' nella nostra professione."

"Da Mosca a Milano andammo con il treno. Era il mese di gennaio del 1964. Il nostro tirocinio presso La Scala fu di circa sei mesi. Tutti i praticanti abitavano in un piccolo hotel. Siccome gli Italiani festeggiavano sempre i giorni dei diversi santi o ancora qualche altra festa, e spesso succedevano anche degli scioperi, avemmo molti giorni liberi. Il giorno dopo il nostro arrivo a Milano, in un piccolo caffe' della citta', ci fu presentato il direttore del teatro Antonio Ghiringhelli. Rimasi meravigliato di sapere che lui aveva una fabbrica dove produceva le scarpe e non riceveva neanche una lira per il suo lavoro al teatro. Anzi, nei tempi duri per il teatro, faceva tante cose per esso per conto suo".

"Al Ministero della Cultura non erano d'accordo che cantassi Figaro e Scarpia nella lingua originale. Mi fecero delle critiche: come mai cantavo in italiano e il pubblico non riusciva a capire niente? Risposi che mi avevano portato a studiare in Italia, avevo studiato il bel canto con dei grandi maestri italiani, avevo imparato a memoria delle opere in forma originaria e poi mi chiedevano di cantarle in russo? Allora cosi' dovevo cambiare anche l'atmosfera dell'opera, il fraseggio e dimenticare tutto quello che mi avevano insegnato in Italia? Se qualcuno viene all'opera e non capisce nulla e' la colpa dell'artista? L'opera non e' il cinema. All'opera bisogna andare ben preparati. Poi ad ogni teatro vendono i programmi. Bisogna leggere il libretto. Potete immaginare l'opera russa "Boris Godunov" cantata in francese? Io no! In tutto il mondo le opere russe vengono cantate nella lingua originale. In una lingua diversa sono altre opere. Bisogna cantare le opere nella lingua originale".

Essere grande non solo nel mestiere d'artista ma anche nel cuore e
nell'anima e' un vero dono. Solo pochi ce l'hanno. Muslim Magomaev era una di quelle rare persone.

E' diventato famoso all'eta di 19 anni. Ha fatto una breve ma magnifica
carriera di baritono. Il successo operistico l'ha scambiato per quello della musica leggera. Perche' l'ha fatto? Perche' voleva sempre andare fuori dei limiti e provare i diversi generi di musica. Gli piaceva l'improvvisazione. All'opera si sentiva sempre limitato da quello che aveva scritto il compositore. Cosi' ha lasciato l'opera e ha cantato di tutto: le canzoni napoletane e italiane in italiano, le canzoni dei compositori sovietici e di quelli dell'Aserbaidzan, il jazz, i musical. Ogni volta cercava di cantare ogni sua canzone in modo diverso. Cantava sempre con l'anima e con il cuore e proprio per questo era sempre tanto amato dal pubblico! Aveva tanti talenti: dipingeva, faceva l'attore e il compositore, scriveva le poesie, le musiche per gli spettacoli teatrali e per il cinema. Nel 1993 e' uscito un suo libro sulla vita di Mario Lanza, dove ha messo tutto il suo amore per il grande cantante del Novecento. Alla televisione e alla radio ha fatto una serie di programmi dedicati a Mario Lanza, Maria Callas e Giuseppe di Stefano.

Ha girato l'USSR e tutto il mondo facendo numerosi concerti. Qualche volta ha cantato nel famoso teatro Olympia, a Parigi. Ha vinto numerosi concorsi musicali nei diversi Paesi del mondo, ha registrato numerosi dischi, CD e DVD. Due volte ha studiato il bel canto presso il Teatro La Scala ed era uno di pochissimi cantanti stranieri che cantavano le canzoni e le opere italiane in perfetta lingua italiana! I suoi maestri nel celebre teatro erano Gennarro Barra ed Enrico Piazza. Muslim Magomaev ha fatto veramente tanto per la cultura musicale della Russia e quella dell'Azerbaidzan.

Negli ultimi anni passava il tempo nella sua casa vicino a Mosca dove viveva insieme alla moglie, Tamara Sinjavskaja, la famosissima mezzo soprano russa, e il loro piccolo cane Charlie. Hanno vissuto insieme piu' di 30 anni ed erano veramente una bella coppia, compagni di idee, veri amici. Muslim Magomaev dedicava molto tempo al suo nuovo hobby: parlava con la gente su Intenet. Qualche volta all'anno l'artista invitava i suoi "amici di Internet" a casa sua e li' attorno al tavolo, prendendo insieme il te', facevano lunghe discussioni sulla musica e sulla vita. Gli amici venivano a questi incontri da tutte le parti della Russia. Muslim Magomaev li chiamava teneramente con una parola inventata da lui: "Saichata" .

Qualche mese fa eravamo ospiti di un giovane baritono italiano, Mattia Campetti. Abbiamo passato una fantastica serata, piena di musica classica nella sua casa italiana. In un certo momento lui si e' seduto al pianoforte a coda ed ha cominciato a suonare una melodia che ci e' sembrata conosciuta. Ci parlava di questa melodia e di come gli piaceva. Voleva un giorno impararla a cantare in russo. Era una canzone del repertorio di Muslim Magomaev. Quel momento mi ha colmato di gioia e di felicita' e mi dispiace tanto che, poco tempo fa, questo grande artista e persona fantastica ci ha lasciati per sempre. Mi dispiace che se n'e' andato troppo presto. Gli farebbe piacere sapere che anche in Italia i giovani cantanti lirici lo conoscono, l'ascoltano e lo amano.

Marina Nikolaeva, 12/2012
un ringraziamento particolare ad Anna Lazzari

Tutte le fotografie e il materiale video sono presi dal sito ufficiale di Muslim Magomaev (russo/inglese): www.magomaev.info


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