Io adoro l’inverno Russo! La terra è coperta di neve bianca, l’aria è fredda, il cielo è azzurro e sotto i raggi del sole brillano i fiocchi di neve. E’ tanto bello uscire da casa quando ci sono meno dieci gradi e fare la passeggiatina, respirando l’aria fresca mentre si sente come scricchiola la neve sotto i piedi.


Per non prendere freddo bisogna essere ben coperti. Un colbacco, un paio di valenki, un paio di varezki, uno scialle di Pavlovo-Posad e siete a posto per ammirare tutte le bellezze della natura russa invernale.

Nella Russia antica del Quattrocento i contadini cominciarono a fare e a portare i guanti invernali che in russo avevano il nome Varezki. C’era anche la divisione per quelli da donna e da uomo. Se i guanti da donna facevano parte del costume, quelli da uomo si mettevano per fare i lavori fuori casa.
Nei giorni festivi c’era la tradizione di portare i varezki con degli ornamenti. Nei giorni feriali la gente portava i varezki più semplici di un solo colore.
Gli ornamenti erano diversi e ognuno aveva il suo significato. La parola ornamento deriva dalla lingua latina e significa decorare. Nella lingua russa questa parola ha il sinonimo Uzor.


I varezki da un certo periodo in poi hanno cominciato a portarli anche gli zar russi. Ma loro li avevano particolari con una striscia di pelo di castoro.


I varezki sono un altro bellissimo esempio della cultura russa. Li facevano sempre a mano.


Nei nostri tempi è stata organizzata la produzione in serie. Ma quelli fatti a mano sono rimasti quelli più belli e preziosi. E’ difficile trovarli perché ora li fanno a mano solamente delle nonne e li vendono solo in certi mercati.


Secondo me, i varezki, come gli scialli di Pavlovo- Posad sono sempre di moda e tutti e due sono l’orgoglio dell’arte popolare russa.

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Marina Nikolaeva, ottobre 2013


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