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C’è un po’ di tristezza in Russia per la fine dei Mondiali di calcio. Un po' come nel lontano 1980, quando alla fine delle Olimpiadi tutto lo stadio piangeva mentre salutava il grande Orsetto Olimpico che volava nel cielo di Mosca sopra l’arena. C’è un po’ di tristezza, dicevo, ma c'è ancor più felicità, perché questo evento grandioso si è svolto nel mio Paese ed è stato organizzato e realizzato con grandissima professionalità. Personalmente, non avevo nessun dubbio che l’organizzazione sarebbe stata di altissimo livello.

I Mondiali hanno dato la possibilità di far conoscere meglio la grande Russia a tutti i suoi ospiti e soprattutto a quelle persone che NON SANNO NULLA del mio Paese e sono certi che sia una località immersa nel freddo polare e abitata da orsi ubriachi con la balalaika (sul serio!). Quante stupidaggini! Fortunatamente, tanta di questa gente è stata portata in Russia proprio dal calcio, e ha avuto la possibilità di vedere con i propri occhi com'è veramente, senza pregiudizi e luoghi comuni. Sono sicura che avranno il desiderio di tornarci, perché questo è un Paese unico e grande, e gli stranieri che la conoscono grazie alla sua letteratura, al suo patrimonio culturale, musicale, artistico, del balletto e sportivo ne parlano sempre con venerazione e sognano di visitarla almeno una volta nella vita.

Sono felice che abbiamo potuto ospitare questa fantastica festa del calcio, che ha regalato alla gente tante emozioni indimenticabili. Non sono una tifosa, ma mi piacciono gli eventi capaci di unire la gente e regalarle tanti bei ricordi. Per questo, per un mese, sono diventata una persona che guardava tutte le partite con grande interesse e, con l'adrenalina a mille, tifava per la nostra squadra che ci ha stupiti e ci ha regalato tante belle emozioni. Grazie!

Grazie ai Mondiali, molte persone di tutto il mondo sono riuscite a conoscere la cultura russa, o almeno vi si sono avvicinate. Che non è poco! Gli stranieri hanno visto che gente stupenda abita in Russia: ospitale, sorridente e molto lontata dallo stereotipo dei Russi freddi e scontrosi.

Per vedere le partite agli stadi, tutti dovevano fare il cosiddetto “passaporto del tifo”. Per entrare, dovevi avere non solo il biglietto ma anche questo "passaporto". In Russia, con questo documento potevi usare gratis tutti i trasporti pubblici delle città che ospitavano le partite e visitare gratis numerosi musei. I Mondiali di Russia si sono svolti in 11 città. Con il "passaporto del tifo" e il biglietto per la partita anche il viaggio in treno era gratis. Bastava solo fare la prenotazione del posto. Le partite sono state a Mosca, San Pietroburgo, Kaliningrado, Volgogrado, Kazan’, Ekaterinburgo etc., e le distanze sono notevoli. Ad esempio, tra Mosca e Kaliningrado ci sono 20 ore di treno, tra Mosca ed Ekaterinburgo 30 ore: pensate a potevi spostare gratis! E un altro bonus per tutti coloro che hanno il "passaporto del tifo" è che per tutto il 2018 possono tornare in Russia senza limiti. Questo "passaporto", cioè, fa le funzioni del visto. Benvenuti in Russia!

Grazie per questa festa! Grazie per l’organizzazione! Grazie per le emozioni che rimarranno per sempre a tutte le persone che hanno partecipato a questo grandioso evento sportivo. È stato davvero organizzato e gestito al massimo!

Marina Nikolaeva, luglio 2018


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