Sumbatov Vasilij Aleksandrovic, 1893-1977

Sumbatov Vasilij Aleksandrovic (1893 - 1977) trascorse vari anni a Roma e poi a Livorno.
Scrisse due poesie su Ravenna subendone il fascino bizantino, sulle orme di Blok; e ancora poesie dedicate a Roma, Venezia, Porto Venere e alla Sicilia
.

Ruggiero Mascolo, 5/2005

Sicilia

 

Fece irruzione il treno nel silente mattino,
nei boschi di limoni, magnolie, palme, acacie,
e dietro il finestrino con la mano sicura
sposto' qualcuno i piani del virtuoso scenario.

 

L'occhio e' ingannato, come ci fossimo fermati,
ma oltre il finestrino e' la natura in moto;
file d'alberi la' di tra il fumo del treno
e ranghi di soldati in manovra di guerra.

 

Una fila di rocce, del tunnel il rimbombo
ed il caldo splendente del cielo di zaffiro
e l'orgia dei colori accecanti e di nuovo
la dantesca rombante tenebra dell'Averno.

 

E' finita la fila di nere gallerie,
scomparse son le rocce in un secondo piano,
sotto d'esse un sontuoso giardino siciliano
e a sinistra la gloria risplendente del mare.

 

Soltanto un poco ancora; e' la fine del viaggio.
L'anima e' tutta presa da un confuso entusiasmo.
Sopra l'Etna solenne, fuor delle chiare nuvole,
solenne una corona s'e' intrecciata.

 

Vasilij Aleksandrovic Sumbatov, Prozracnaia t'ma, Stichi raznych let, Livorno 1969. In: Ettore Lo Gatto: Russi in Italia. Milano, Editori Riuniti, 1971.

Ravenna

Gia' capitale un di' dell'esarcato,
oggi una provinciale cittaduzza.
Scende su lei il tramonto, ma i ricordi
del suo passato in lei, no, non tramontano.

Lo splendore immortale dei mosaici
attraverso la tenebra dei secoli,
come il volo serale degli uccelli
e' ugualmente antico come nuovo.

Tutto e' ancora immutato nei mosaici;
la vita e' sottovetro sopra i muri
e l'antica Ravenna il suo passato
come nei sogni vede rispecchiato.

Io con venerazione in questi sogni
tengo fisso lo sguardo qui nei templi
e con le visioni bizantine
parlo anch'io del passato.

Il tramonto discende e impallidisce.
Son lungo i muri i ricci dell'incanto.
Sotto la volta entro del mausoleo
dov'e' sepolto l'immortale Dante.

Sulle vecchie corone ivi deposte
suona il silenzio dei diversi versi
e l'anima anche qui come nel tempio
e' colma tutta di venerazione.

C'e' un soffio qui d'imperitura gloria
e il tempo e' in suo confronto solo polvere;
l'eternita' fantastica ispirata
nelle braccia di Dante addormentata.

Vasilij Aleksandrovic Sumbatov, Stichotvorenija, edito in proprio, Milano, 1957.In: Ettore Lo Gatto, Russi in Italia. Milano, Editori Riuniti, 1971.


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