Scedrin Silvestr Feodosievic
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Ruggiero Mascolo, 5/2005 |
Venezia
Con avidita' guardavo ogni cosa e non potevo credere che i miei desideri s'erano realizzati. Ricordo come il defunto mio zio mi portava, quand'ero ancora bambino, all'Ermitage; trascurando tutti gli altri, io mi fermavo solo a guardare i quadri del Canaletto; figuratevi il mio entusiasmo nel vedere tutto cio' in natura!
Ma Venezia diventa noiosa quando si va via dalla piazza; le strade sono strette e sporche, e oltre tutto il serra serra e il grido dei venditori presto infastidisce. Quanto alle rarita', Venezia ne e' stracolma; la chiesa di San Marco e' magnifica, pero' l'altezza non corrisponde all'ampiezza. Il Palazzo dei Dogi e' di architettura rozza, ma, nonostante i difetti, questo edificio sbalordisce per la sua stranezza e magnificenza e la nuova architettura non potrebbe dare una tale solennita alla bellissima piazza. Ecco, mammina, una citta' davvero miracolosa, costruita, si puo' dire, in mezzo al mare; essa e' tutta intersecata di canali, in ogni casa si puo' entrare dalla gondola. La gondola e' una barca con le due estremita' a punta e nel mezzo c'e' una tenda sotto la quale si sta seduti e il vogatore e' a poppa e voga con un solo remo con straordinaria abilita' ed arte e le gondole sono leggerissime e sono ricoperte di panno nero Scedrin Sil'vester, Pis'ma iz Italij. Mosca-Leningrado, ed. Accademia, 1932. In: Ettore Lo Gatto: Russi in Italia. Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 72. |
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