Apollon Nikolaevic Majkov (1821-1897)

Voci della notte

 

O notte senza luna!…come un innamorato

ti ascolto e ti contemplo, immoto, estasiato…

Qual musica s’effonde sotto l’argenteo manto!

Intorno, delle fonti gorgoglia il terso canto

Qui trema un’adamantina. Perluccia sopra un ramo,

là trilla un augellino l’uguale suo richiamo;

e come un orologio, tra l’erbe, l’indiscreto

grillo ripete l’aspro stridio; dal giuncheto

del fiume s’ode il coro dei rospi, come sordi

d’un organo lontano evanescenti accordi;

e regna sopra tutta la placida armonia,

ora mugghiante, ed ora molto sommesso e lento,

lo strepito d’un nero lontan mulino a vento…

E gli astri!…Oh, quale incanto!…qual pura melodia!…

nel coruscar metallico, nel vivo palpitare,

sembrami udire il rombo del loro eterno andare…

 

                                                                        ( trad. di G. Gandolfi)

 

Sotto la pioggia

 

Ricordi ancor? La pioggia non minacciava affatto;

ma un acquazzon ci colse, lungi da casa, a un tratto…

Fuggimmo d’un abete sotto le fronde nere,

gridando di spavento, tremando di piacere!…

Il sole dei suoi raggi versava goiù il tesoro,

stringendo a noi d’intorno come una gabbia d’oro;

le gocce saltellavano sul suolo, ed a vederle

scorrere giù dagli aghi parevan chiare perle;

cadevano splendendo sul capo tuo diletto,

o svelte rotolavano giù dalle spalle al petto…

Ricordi come calmo divenne il nostro riso?

Ma il tuono rimbombò nel cielo all’imoprovviso…

Tu mi stringesti, gli occhi chiudendo pel terrore…

O pioggia benedetta! O rombo dolce al cuore!

 

                                                                        ( trad. di G. Gandolfi)


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