Paustovskij Konstantin Georgievic, 1892-1968


Paustovskij, Konstantin Georgievic nacque a Mosca nel 1892. Trascorse l'infanzia a Kiev, viaggio' molto e fece vari mestieri prima di dedicarsi alla letteratura.
Negli Anni Venti frequento' gli scrittori della
Scuola Meridionale: Babel, Kataev ed altri.
A partire dalla meta' degli Anni Trenta scrisse racconti ispirati a luoghi e persone conosciuti durante i viaggi. Dopo il
Disgelo si impegno' molto nell'opera di liberalizzazione della cultura e per la riabilitazione delle vittime delle persecuzioni staliniane. In tal senso, sono da citare due antologie di autori messi al bando durante lo stalinismo: Mosca letteraria (1956) e Pagine di Tarusa (1961), oltre alla difesa degli scrittori Siniavskij e Daniel.
I suoi romanzi
Romantici (1923) e Le nubi scintillanti (1928) riflettono il suo gusto per i viaggi e per i costumi popolari. In Kara Bugaz (1932) e La Colchide (1934) esalto' i pionieri dell'industrializzazione, mentre Charles Lonceville (1933) e Una storia settentrionale (1938) furono romanzi a sfondo storico, di vasto successo.
Paustovskij fu due volte in Italia, nel 1958 e nel 1962.
Dal 1946 al 1962 lavoro' a
Cronaca di una vita, voluminosa autobiografia che rievoca cinquant'anni di vita russo-sovietica.
Mori' a Mosca nel 1968.
La sua opera e' stata tra le piu' popolari e amate in Unione Sovietica.

Ruggiero Mascolo, 5/2005

Roma

Alcune citta' hanno, oltre ai suoni comuni a tutti gli abitanti umani, anche altri suoni, che sono di esse soltanto.

Di tali citta' si dice che hanno una propria voce. Nella maggior parte dei casi, essa suona in sordina.

Quale e' dunque la voce di Roma? A me sembra che sia il fruscio e lo sciacquio delle fontane. Non parlero' della spumeggiante fontana di Trevi. Non vi e' stata una sola descrizione di Roma in questi ultimi duecento anni, nella quale non sia stata ricordata questa fontana.

A Roma, io mi sono innamorato della fontana sulla piazza Navona e di un'altra sconosciuta e modesta fontana presso il colle del Granicolo.

Presso questa fontana sedeva sempre una vecchietta taciturna, una venditrice di fiori. I suoi fiori erano piu' semplici di quelli che abbiamo in quantita' noi in Russia, peonie, garofani, bocche di leone e persino calendole.

Al Gianicolo spesso tirava vento. Il suo minuto soffio portava da un lato gli spruzzi della fontana. I ragazzi ridendo correvano sotto questi spruzzi. L'acqua della fontana era d'un color verdastro, come nella laguna.

La vecchia teneva i fiori in un grande secchio smaltato. La fontana annaffiava senza posa i fiori. Ed essi sembravano piu' chiari e profumati. La vecchietta se ne stava pero' lontana dagli spruzzi sotto un grande ombrello di tela e lavorava coi ferri a una grossolana sciarpa rossa.

Mi sedetti non lontano da lei, e a lungo osservai ognuno dei ragazzini e ragazzine che giocavano presso la fontana, e le persone che sedevano sulle panche all'ombra degli alberi.

In lontananza, nella caligine, scintillava la cupola di San Pietro.

Konstantin Georgevic Paustovskij, Ital'janckie zapisi, in Izbrannaia prosa, Mosca 1965. In: Ettore Lo Gatto, Russi in Italia. Milano, Editori Riuniti, 1971.


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