Merezkovskij Dmitrij Sergeevic, 1865- 1941

Merezkovskij Dmitrij Sergeevic nacque a Pietroburgo nel 1865. Studio' storia e filosofia a Mosca e Pietroburgo; sposo' la poetessa Zinaida Gippius.
Scrittore e poeta, fu il rappresentante della corrente religiosa del Modernismo russo, nota come
Neocristianesimo.
Dalla raccolta di versi Simboli (1893) di impostazione decadentista, procedette verso una piu' ampia aderenza agli ideali religiosi, documentata nella trilogia di romanzi storici Cristo e Anticristo, comprendente Giuliano l'Apostata o la morte degli dei (1896) Leonardo da Vinci o la resurrezione degli dei (1901) e Pietro e Alessio (1905), fondati sul contrasto tra la concezione greca e quella cristiana circa il primato della carne o dello spirito.
Tale opposizione costituisce altresi l'idea centrale della sua opera piu' importante, Tolstoj e Dostoevskij (1901), in cui Tolstoj e' visto come poeta della carne, Dostoevskij dello spirito.
Dal 1905 al 1912 visse a Parigi a causa delle sue idee antizariste; vi torno' nel 1919 per aver preso decisamente posizione contro il Bolscevismo e divenne uno dei maggiori rappresentanti dell'intelligentja russa in esilio.
Pubblico' ancora molte altre opere, concependo un percorso dell'uomo verso una rigenerazione religiosa ed esemplificato nelle figure di grandi personaggi come Giobbe, Leonardo da Vinci, Michelangelo.
Merekovskij fu in Italia per documentarsi sull'impostazione storica dei suoi romanzi, soprattutto su Leonardo da Vinci. Dedico' una serie di liriche a varie localita' italiane, tra cui Venezia, Pompei, il lago di Como. A Venezia si incontro' con Cechov.
Mori' a Parigi nel 1941.

Ruggiero Mascolo, 5/2005

Pompei

Sulla citta' trascorsero i secoli in silenzio,
e crollan gli imperi; protetta dalla cenere
essa non giace come un morto non sepolto,
nel mezzo d'una terra triste e brulla.
L'eterno orrore intorno dell'ultimo momento,
negli dei abbattuti ridenti e spensierati,
negli avanzi del pane, delle vesti e dei frutti,
nelle stanze silenti e nei vuoti negozi,
nel cofano persino dei profumi
e in quello dei rossetti, nei bracciali e le spille;
come se solo ieri fosse stata segnata
la traccia nella strada della pesante ruota
ed il marmo dei bagni fosse or ora riscaldato
dal contatto dei corpi massaggiati dai balsami.
Sulla parete i quadri piu' aerei son dei sogni;
su un cavallo marino e squamoso un Tritone,
e le divine Muse in vesti svolazzanti.
Tutto qui intorno e' colmo di funebre bellezza
ma non morta ne' viva; come della Medusa
i tratti impietrati dal terrore in eterno.
Sull'onde azzurre intanto biancheggiano le vele;
e il fumo del Vesuvio, di bellezza impassibile
brillando in sull'aurora, simile ad una nuvola,
roseo e morbido sale su nel cielo.

Dmitrij Sergeevic Merezkovskij, Novyja stichotvorenija, 1891 - 1895. Pietroburgo, 1896. In: Ettore Lo Gatto, Russi in Italia. Milano, Editori Riuniti, 1971.


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