Autoritratto con i gigli gialli, 1907-1908

 

Il pavone sotto il sole , 1911

La raccolta della frutta

 

I contadini raccolgono le mele, 1911

La falciatura, 1910

L'abbozzo del costume di Santo Andrea, 1915

La spagnola con un ventaglio, 1920

L'abbozzo del sipario per il baletto di Stravinskiy "Svadebka", 1915

La spagnola

 

Natalia Goncharova (1881- 1962)

 

Natalia Goncharova nacque il 21 giugno del 1881 nella provincia di Tula. Suo padre Sergej Goncharov era un architetto e proveniva dalla famiglia di Natalia Goncharova-Pushkina, la moglie del grande poeta russo Alexandr Pushkin.

Natalia passo' tutta la sua infanzia nelle tenute di famiglia, nelle province di Tula e Kaluga.

All'eta' di 20 anni comincio' a studiare presso l'Istituto d'Arte di Mosca. Li' incontro' il suo futuro marito, Mikhail Larionov. Questo incontro cambio' la sua vita. Proprio Larionov vide in lei una brava pittrice nonostante Goncharova avesse cominciato i suoi studi come scultrice.

Larionov e Goncharova vissero insieme 60 anni: una lunga e felice alleanza umana e artistica.

Prima del 1907 Goncharova era un'impressionista. I temi principali dei suoi quadri di quel periodo erano le vie, le vecchie case di legno ed i parchi.

Dal 1915 Goncharova e Larionov si trasferirono in Europa. Sergej Diaghilev li invito' a Parigi per fare le scene e i costumi per gli spettacoli delle "Stagioni russe".

Nello stesso periodo la pittrice si interesso' molto all'arte di Paul Cezanne, Paul Gauguin e a quella dei fauvisti. Studiando la loro pittura, Goncharova cerco' il suo proprio stile. Fu denominata la "amazzone dell'avanguardia russa".

Goncharova e Larionov furono membri della famosa associazione di artisti moscoviti "Fante di quadri" (1910-1916).

Grazie agli studi sulla pittura di Paul Cezanne, nel periodo dal 1900 al 1910 Concharova raggiunse un alto livello artistico anche nel genere della natura morta.

Prima della sua emigrazione in Francia dipinse molto sui temi russi, studiando i diversi stili dell'arte russa.

In uno dei suoi libri Goncharova scrisse: "L'arte del mio Paese e' molto piu' profonda e importante di tutto quello che conosco dell'Occidente".

La pittrice non ebbe mai paura di provare stili diversi, dal primitivismo al futurismo. Scrisse: "...sono sicura che ogni oggetto puo' avere innumerabili rappresentazioni".

Dal 1912 al 1913 fece le illustrazioni per libri futuristi e partecipo' al primo film futurista, "Dramma nel cabaret futurista n∞ 13" (del regista V. Kasijanov).

Nel 1913, Eli Eganburi pubblico' la prima monografia su Goncharova e Larionov. Il 30 settembre dello stesso anno a Mosca fu organizzata una mostra di 750 quadri della pittrice.

In tutto il mondo Goncharova divento' famosa grazie alla sua collaborazione con "Le stagioni di Diaghilev", che fini' nel 1929 con la morte dell'impresario.

Goncharova e Larionov fecero le scene per numerosi spettacoli, tra cui la memorabile opera-balletto "Gallo d'oro" di N. Rimskij-Korsakov. Il primo spettacolo fu dato all'Opera di Parigi il 21 maggio del 1914. Tutti i critici teatrali scrissero di essere colpiti dall'immagine fantastica sul palcoscenico: "le scene coloratissime, che veniva il desiderio di guardare bene ogni oggetto e ogni dettaglio".

Nell'estate del 1916 "Le stagioni russe di Diaghilev" arrivarono in Spagna. Comincio' cosi' il periodo spagnolo nell'arte di Goncharova. Fece i bozzetti per il balletto di Maurice Ravel "Rapsodia spagnola". Dipinse anche molti quadri le cui protagoniste erano donne spagnole.

Dalla Spagna Goncharova e Larionov andarono a Roma dove passarono molto tempo con i futuristi italiani. Nell'estate del 1917 vissero a Firenze e a Venezia e nel mese d'agosto tornarono a Parigi. Trovarono un appartamento con tre camere da letto in via Jacques Callot e ci abitarono fino alla loro morte.

Un altro aspetto poco conosciuto di Goncharova e' la sua collaborazione con le famose case di moda di Coco Shanel e di Myrbor-Robe. Fece anche bozzetti di vestiti per le riviste "Vogue" e "Vanity Fair".

Natalia Goncharova mori' a Parigi nel 1962. Due anni dopo se ne ando' anche suo marito, Mikhail Larionov.

Nel testamento di tutti e due si puo' leggere: "TUTTI gli archivi e i quadri devono essere donati alla Russia".

Non fu pero' facile trasportare la fantastica e preziosissima collezione da Parigi a Mosca: fu necessario preparare numerosi documenti e, per la legge francese, pagare una tassa del 60 percento del valore della collezione.

Solo nel 1987-1988 tutti i tesori di Goncharova e Larionov arrivarono a Mosca alla Galleria Tret'jakov.

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Marina Nikolaeva, febbraio 2014

 

 

 

Una via di Mosca, 1909

 

Il cubofuturismo

Mosca d'inverno, 1910


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